Chiesa di Maria SS. Incoronata

La originaria denominazione dei due monumenti deve essere corretta tenendo conto delle varie vicissitudini storiche che hanno caratterizzato la plurisecolare stratificazione delle due strutture architettoniche. In particolare ricordiamo che l’attuale Municipio di Corato dovrebbe essere denominato Convento di San Cataldo con riferimento alla sua originale destinazione d’uso, mentre la chiesa dell’Incoronata è il risultato della trasformazione ed ampliamento dell’originaria Cappella di San Cataldo annessa (o parte integrante) del predetto Convento.
Il Convento extra-moenia, come altre istituzioni simili in città, svolgeva funzioni che oggi definiremmo assistenziali nel senso che forniva assistenza sanitaria e caritatevole ad infermi e indigenti e questo spiegherebbe la dimensione generosa degli ambienti. L’ampio chiostro è caratterizzato dalla successione di archi ogivali tipici dell’architettura gotica che confermano la scarsa attenzione verso gli sviluppi dell’arte rinascimentale al Sud. Il chiostro ospitava un’ampia cisterna al centro, forse munita all’esterno di una vera di pozzo scomparsa, allo scopo di dotare di autonomia idrica il complesso.
Nel 1869 il Convento venne trasformato dapprima in Convitto ginnasiale e l’anno successivo il Sindaco Patroni Griffi sistemò sulla facciata principale un grande “orologio a martello e campana di bronzo”. Nel 1877 l’edificio fu definitivamente trasformato in sede del Municipio di Corato completo degli uffici già precedentemente allocati presso l’edificio di Piazza Sedile. Dopo una serie di ristrutturazioni ed un ampliamento con l’aggiunta del secondo piano, l’edificio ha assunto la sua veste definitiva nel 1973.
Per ciò che concerne la Chiesa dell’Incoronata, possiamo dire che essa assunse l’attuale fisionomia nel primi decenni del XVII sec. (la data del 1629 è riportata sull’architrave del timpano soprastante l’ingresso principale dall’esterno) probabilmente per esternalizzazione della precedente Cappella di San Cataldo ed intitolando la Chiesa alla Madonna Incoronata a ricordo di una piccola cappella dedicata alla Madonna, già nella cappella di San Cataldo. L’aspetto esteriore vede l’uso nelle facciate di pietra a ricorsi regolari di bugne che ricoprono i prospetti principali; solo una porzione limitata del prospetto principale adiacente il Municipio è costituito da blocchi di tufo a delimitare una sorta di timpano di colmo. Una grande trifora si apre al di sopra dell’ingresso principale coincidente all’interno con il livello dei matronei che ricevono luce anche dalle finestre allineate sui fianchi laterali. Al di sopra di queste ultime si aprono, sempre sui fianchi laterali, delle grandi arcate che costituiscono una sorta di completamento allineato dei prospetti laterali e che si raccordano alla copertura dell’edificio. Sul retro si impone il grande volume semicilindrico dell’unica abside semicircolare; mentre su uno dei prospetti laterali (quello verso il Municipio) leggiamo la presenza di grandi arcate cieche ad imitazione dell’effetto chiaroscurale delle pareti laterali delle grandi cattedrali romanico-gotiche pugliesi (prima fra tutte la Cattedrale_ di Trani). La distribuzione degli spazi interni è legata alla presenza di un’unica navata, anticipata da una sorta di portico coperto di ingresso, inglobato negli interni ma raccordato al livello della pavimentazione esterna (sopraelevata rispetto alla pavimentazione interna della navata). Sul limite estremo della navata si apre un ampio presbiterio che ospita un altare barocco, di recente ricollocato in modo da lasciare più spazio al presbiterio e ridurre l’ampia cantoria retrostante. Sulla navata si aprono profonde cappelle laterali che costituiscono una sorta di virtuali navate laterali (dx e sx), coperte al di sopra da camminamenti paragonabili ai medievali “matronei”, ancora oggi ampiamente praticabili.
La volta di copertura della navata risulta crollata a seguito della comparsa di segni di dissesto statico alla fine del XIX sec. e ricostruita su progetto dell’ing. Santarella. Nel 1947 la chiesa venne, dopo una serie di interventi di consolidamento, riaperta la pubblico con una grandiosa festa.

 
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